Giovedì 21 Febbraio 2019
   
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625° Carnevale di Putignano - Satira e Libertá

Farinella (1)

Dal 17 febbraio al 4 marzo a Putignano "Fai quel PAZZO che ti pare"

La Révolution Italienne, Verso la libertà, Chi è senza peccato scagli la prima mela, La gabbia dei Matti, Italian Dream Libertà di ... cambiare, Libertà in burrasca e infine The Wall - Incubi del passato.

Sono i nomi che i maestri cartapestai hanno dato ai Giganti di Cartapesta che sfileranno per il Corso di Putignano durante la 625ª edizione del Carnevale più lungo e longevo d'Europa che inizia il 17 febbraio e finisce il 5 marzo, Martedì grasso, con il Funerale del Carnevale (sfilate in programma il 17 e 24 febbraio e il 3 marzo alle ore 15.30 e il 5 marzo alle 19.00).

Sapienza, estro, passione e determinazione, sono le qualità che consentono ai maestri d'arte di lavorare la carta e le loro opere, da sempre in grado di far innamorare e divertire anziani e bambini.

Satira e libertà è il tema scelto per questa edizione dalla Fondazione Carnevale di Putignano e a cui i Maestri si sono ispirati per la realizzazione delle loro macchine spettacolari. Tutto è partito da una domanda: Cos’è la libertà? Esiste davvero? "La libertà è un concetto, se vogliamo, intrinsecamente ambivalente. Perché quando diciamo di essere liberi, ci priviamo in parte della nostra libertà. Siamo liberi di scegliere, ma limitati nella scelta tra una cosa e un’altra. Siamo liberi di amare, consapevoli di cedere al rapporto parte della nostra libertà. Siamo liberi cittadini, ma la nostra libertà finisce dove inizia quella dell’altro. Siamo liberi di esprimere le nostre opinioni, nel doveroso rispetto di quelle altrui - spiegano dalla Fondazione -. Siamo liberi di indossare la nostra migliore maschera, ed essere altro da noi – magari quello che abbiamo sempre desiderato essere. Liberi di essere noi, almeno per un giorno. È possibile? Forse il Carnevale può compiere la magia. Forse la satira può. Una satira che raggiunge la sua massima espressione se è veramente libera, senza alcun condizionamento, privazioni e concessioni".

Da sempre considerato una delle eccellenze pugliesi, il Carnevale di Putignano è una vera e propria grande festa invernale a cui ogni anno partecipano migliaia di persone. Una interruzione della vita quotidiana ordinaria con le sue regole e i suoi ritmi, per un'immersione nella follia intesa come ribaltamento di regole, ruoli, luoghi comuni, punti di vista, nello stravolgimento di ogni idea e teoria. Perché "se vi sentite pazzi, incompresi, anticonformisti, a Putignano vi comprenderemo con immenso piacere. Benvenuti al Carnevale di Putignano il cui motto per quest'anno è "Fai quel PAZZO che ti pare".

Il Carnevale di Putignano però non è solo pazzia. Da alcuni anni infatti questo magico appuntamento pugliese sta vivendo una rivoluzione ecologica estremamente importante, allontanando sempre più l'uso di materiali diversi dalla carta (nel bando per la presentazione dei carri infatti all'articolo 2 si specifica che le opere allegoriche dovranno essere realizzate in cartapesta con la possibilità di utilizzo di materiale alternativo nella misura massima del 10%) per arrivare a diventare un grande evento plastic free e sostenendo iniziative per il risparmio energetico come M'illumino di Meno promossa da Caterpillar e Radio2.

Come da tradizione i sette carri allegorici usciranno dai capannoni la mattina del primo Corso Mascherato (17 febbraio - ore 15.30) per essere ultimati dalle sapienti mani dei carristi e raggiungere il corso principale e mostrarsi al pubblico in tutta la loro maestosità, insieme a maschere di carattere e gruppi mascherati.

Ad aprire la sfilata però non può che esserci il passaggio di Farinella, la maschera simbolo del Carnevale di Putignano. Ideata negli anni Cinquanta dal grafico Domenico Castellano, Farinella prende il nome da uno sfarinato di orzo e ceci abbrustoliti pestati in un mortaio di pietra tipico della gastronomia locale. La farinella, in dialetto “a povl” (la polvere), insieme ai fichi secchi era infatti il pasto consumato dai contadini impegnati nel lavoro della terra. Un pasto frugale che simboleggiava la condizione di povertà dei tempi antichi. La farinella era presente anche sulle tavole dei signori, degli artigiani e dei commercianti come accompagnamento ad altre pietanze. Ancora oggi è consuetudine consumarla insieme al sugo.

Ma il programma di eventi a Putignano inizia ben prima della prima sfilata. Come di consueto il 2 febbraio, giorno della Candelora, la presentazione di Gesù al tempio con la benedizione delle candele, ci sarà il tradizionale appuntamento con la Festa dell'Orso: si tratta di uno degli appuntamenti tipici della tradizione carnascialesca putignanese, insieme alla Festa delle Propaggini e al Funerale del Carnevale. Si tratta di un appuntamento dal carattere magico-divinatorio, secondo quello che la tradizione popolare gli attribuisce. Secondo il proverbio, infatti, "Ci chiuev a Cann'luer u virn je fu'r, l'ors nan s'fasc u pagghiar" (Se piove alla Candelora, l'inverno è fuori e l'orso non si fa il pagliaio). Se invece il tempo è buono l'inverno sarà ancora lungo e l'orso si costruirà il suo pagliaio per affrontare il freddo.


I RITI

I giovedì

C’è quello dei monsignori (17 gennaio), dei preti (24 gennaio), delle monache (31 gennaio), delle vedove (7 febbraio), dei pazzi (i giovani non ancora sposati il 14 febbraio), delle donne sposate (il 21 febbraio) e dei cornuti (gli uomini sposati, il 28 febbraio). Sono i Giovedì, feste per antonomasia del Carnevale di Putignano che segnano l’avvicendarsi della manifestazione rendendo protagonista, di volta in volta, uno specifico strato sociale, con una vena mista di satira e puro divertimento. Si contano a partire dal 17 gennaio, giorno di Sant'Antonio Abate. Quando il calendario lo consente, si comincia con quello dei monsignori seguito, in ordine immutabile, da quello dei preti, delle monache, delle vedove, dei pazzi, delle donne sposate e dei cornuti. Queste giornate intrecciano sacro e profano portando indietro nel tempo. Questi giorni, infatti, rappresentavano in passato l’occasione per improvvisare negli “jos’r”, tipici locali (cantine e sottani) del centro storico, balli e banchetti in maschera. Una tradizione che, rinnovata, continua a vivere anche oggi.

Estrema Unzione, Funerale e Campana dei Maccheroni

Con l’avvicendarsi della Quaresima, le danze e gli eccessi carnascialeschi volgono al termine. A ricordarlo l’Estrema Unzione del Carnevale, il corteo di falsi prelati che, la vigilia del martedì grasso, si snoda per le vie cittadine impartendo il rito ai passanti che incontrano lungo il percorso. Una divertente e dissacrante benedizione, declamando in vernacolo la biografia del Carnevale morente, cui segue, il giorno dopo, il Funerale. L’ultima parata dei carri e delle maschere si chiude con il corteo funebre. Un maiale in cartapesta, simbolo degli eccessi, sfila per la città fino a essere bruciato. Un gesto purificatorio dal quale non resta che un mucchio di cenere, simbolo che la Quaresima è alle porte. Gli ultimi minuti di festa sono scanditi dal ritmo dei 365 rintocchi della Campana dei Maccheroni, tra balli, un bicchiere di vino e un piatto di pasta.

Un'occasione all'insegna del divertimento, dell'allegria e delle risate. Perché si sa, "chi ride vive di più". Il Carnevale è pronto a sfilare. Che la festa abbia inizio!

 

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