Venerdì 28 Febbraio 2020
   
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"Lotta con i forconi e con i rastrelli per riprenderci l'Ospedale!"

Il Presidente Valentini legge la delibera approvata all'unanimità

Dopo la prima parte dedicata agli interventi "esterni", si entra nel vivo con il dibattito in Consiglio. Un dibattito che mai come in questo caso ha rivelato un unione forte di intenti e un obbiettivo comune: salvare l'ospedale di Putignano. Quest'assenza delle solite scaramucce politiche è la testimonianza che si è andato a discutere qualcosa che va ben oltre i colori e le divise di partito.

Il primo sentimento che appare condiviso da tutti è la rabbia per l'assenza del dott. Ruscitti o di un rappresentante della Città metropolitana. Il Presidente del Consiglio Vito Valentini, all'inizio dei lavori consiliari, dà l'annuncio di quello che, con buona dose di diplomazia, potremmo definire un atto di "scortesia istituzionale"; laddove non si voglia parlare di vera e propria indifferenza verso le richieste di un'intera comunità. Seguendo la ricostruzione del presidente, nella stessa mattinata del 22 maggio, il sindaco Giannandrea è stato avvisato telefonicamente che il dott. Ruscitti non avrebbe potuto presenziare alla pubblica assise. A questo punto lo stesso Valentini ha provveduto ad inoltrare una mail richiedendo la sostituzione del dott. Ruscitti con un altro Dirigente in grado di relazionare sulla "questione ospedale", "tenuto conto - si legge in uno dei passaggi della missiva - che sono stati invitati diversi Sindaci del territorio ed è stata data ampia comunicazione e divulgazione dell'evento, e quindi si ritiene una larga partecipazione di cittadini". "Quanto sopra - chiosa il presidente - per un rispetto delle Istituzioni e delle Comunità interessate". Richiesta cui, inutile dire, non è mai arrivata una risposta.

Valentini passa a leggere la Delibera con la quale l'assise decide che non si piega al volere del Piano di Riordino ospedaliero varato dalla Regione Puglia. Interviene Vito Valentini: «Questo non è un Consiglio contro qualcuno o qualcosa, questo è un Consiglio che vuol tentare di difendere la qualità della salute di un intero territorio. D'altronde nella decisione di depotenziare l'Ospedale non sono state minimamente coinvolte le autorità cittadine. L'Ospedale di Putignano garantisce prestazioni d'alto livello in Ginecologia e ostetricia, Cardiologia, Pneumologia, Medicina di Laboratorio, Chirurgia, Area Critica, Medicina, Neonatologia e Pediatria; garantisce inoltre servizi di parto indolore, ecografia, mammografia, allergologia. Altri presidi che prestano tali servizi sono lontani e mal collegati». La delibera chiede alla Regione di fare un passo indietro per quanto riguarda almeno i reparti di eccellenza, e cioè Ginecologia e ostetricia, pneumologia e cardiologia.

Dino Angelini prende la parola ed appare sconcertato ed offeso per l'assenza di un rappresentante della Città metropolitana ed afferma: «Nessuno ha parlato della mancanza di rispetto istituzionale che c'è stata. Anzi, io la chiamo maleducazione istituzionale! Qui non stiamo facendo politica, è una questione di giustizia. Basta subire ingiustizie!».

Altrettanto "arrabbiato" è l'intervento del consigliere Alessandro D'Aprile: «Al di là delle eccellenze dell'Ospedale di Putignano, qui stiamo parlando di un territorio sguarnito di un servizio imprescindibile come quello della sanità! Si sono dimenticati del Sud Est barese, siamo un buco nero nella sanità. Per non parlare del clamoroso insulto che abbiamo subito non essendosi presentato oggi il dottor Ruscitti! La nostra deve essere un protesta vera, verace. Si faccia un tavolo, subito. Si pretenda! Facciamo rumore, facciamoci sentire!».

«Vogliamo farla questa battaglia? E con quali strumenti? Battiamoci andando a far rumore sotto la Città metropolitana con forconi e rastrelli (simbolicamente, senza violenza)», rincara così la dose il consigliere Gianni Mastrangelo.

Il consigliere Giorgio Giudetti ricorda come assurdamente l'ospedale di Putignano, che rischia la chiusura, sia stato giudicato dall'AGENSI - dove lavorano professionisti di altissimo livello (alcuni sono gli stessi che hanno votato questo assurdo riordino) - al quinto posto tra gli ospedali pugliesi. Lo stesso triste paradosso viene evidenziato da Giacomo Polignano che insinua: «C'è qualcuno all'interno dell'Ospedale che già sta facendo in modo che venga messa la parola fine all'Ospedale putignanese. Ritengo che il Comitato spontaneo dei Medici di Base, che fin ora ha agito in autonomia, debba avere adesso il nostro sostegno. Occorre una mobilitazione di tutta la cittadina e il primo obiettivo che dobbiamo porci è quello di ottenere un tavolo di concertazione!».

Indeciso fino all'ultimo se intervenire nel dibattito o meno per un evidente conflitto di interessi, il Consigliere Saverio Campanella (che lavora presso il Santa Maria degli Angeli) prende infine la parola: «Al di là del quinto posto ottenuto tra i presidi pugliesi, l'Ospedale è anche geograficamente fondamentale: qualche notte fa c'è stato un incidente sulla Putignano - Castellana e i cinque minuti che sono serviti ad arrivare sul posto da Putignano hanno salvato la vita ad un 24enne. Se il ragazzo fosse stato trasportato ad Acquaviva o a Bari, sarebbe morto. Dobbiamo fare una vera rivolta civile per ottenere una deroga affinché non venga toccato nessun reparto!».

L'ultimo intervento è quello del Sindaco che ripercorre tutto l'impegno profuso dalla cittadinanza per salvare l'ospedale, da un primo consiglio monotematico un anno fa, sino alla raccolta di ben 17mila firme presentate in Regione ma prese poco in considerazione.

Tutti sembrano essere d'accordo: bisogna condurre, da questo momento in poi, una lotta dura e caparbia per difendere il diritto inalienabile alla salute; il diritto, ad esempio, di un infartuato ad avere le stesse identiche probabilità di salvarsi, al di là di dove abiti.

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