Mercoledì 12 Agosto 2020
   
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Piero Liuzzi: "preoccupiamoci del lavoro ..."

Il Senatore di Direzione Italia, On. Piero Liuzzi

"Politiche del lavoro trascurate, programmazione economica d'area inesistente, spontaneismo non più in grado di sopperire alle carenze di sistema" sono fra i fattori individuati dal sen. Piero Liuzzi che "dovrebbero naturalmente destare preoccupazione e che dovrebbero sollecitare la politica, dallo Stato fino agli interventi inesistenti della Regione Puglia, dalla Città metropolitana di Bari fino alle Amministrazioni dei centri del Sud-est barese/Murgia dei Trulli ancora in cerca di accordi sull'Unione dei Comuni, a mettersi intorno ai tavoli della pianificazione, della concertazione, della rappresentanza degli interessi e delle vocazioni".

 

"Intendo lanciare un messaggio - spiega il parlamentare pugliese che con l'eurodeputato Raffaele Fitto ha fondato Direzione Italia, collocandosi saldamente nel centro-destra - ai sindaci ed a tutta la classe dirigente che nel nostro Comprensorio potrebbero guidare un processo virtuoso di programmazione e di stimolo, di delega e di progettualità oggi quanto mai necessarie a dare al territorio una prospettiva".

 

"È ormai tempo che la ricorrenza del Primo Maggio - aggiunge il senatore, già sindaco di Noci - assuma significati non più di festa laica, occasione per una gita fuori porta, ma di momento di riflessione fra quanti hanno il lavoro, quelli che lo vedono a rischio e chi il lavoro lo cerca e dopo anni di attesa vede sfumare la prospettiva di vita e non ha quasi nessuna tutela sociale, a cominciare da un reddito e dalla pensione".

 

"Certo i sindaci e le Amministrazioni comunali - afferma Liuzzi - dovrebbero essere i principali protagonisti di questo processo, di questa nuova visione, di questo modo nuovo di vedere il ruolo di pubblico amministratore e di decisore politico-amministrativo".

"Vorrei propormi come catalizzatore del processo, facilitatore del dialogo fra Enti locali ed enti sovracomunali, associazioni di imprenditori e sindacati, chiamare la Regione a mettere a disposizione risorse, non lesinarle o indulgere nella pratica dell'elemosina verso le comunità locali che, piuttosto, metteranno a disposizione intelligenze e volontà, interpreteranno le tradizioni produttive dei territori e le potenzialità di alcuni comparti, come il turismo sostenibile, l'artigianato che opera nell'impiantistica, nel recupero e nel restauro, nelle opere civili, le tecnologie informatiche, le filiere agricole come quella lattiero-casearia e dell'orto-frutta, dei servizi al turismo ed all'enogastronomia".

 

"È importante - sottolinea il senatore - ottenere dai media sul territorio ampio appoggio, perché il processo che intendiamo promuovere non può fare a meno dell'opinione pubblica, degli apporti critici e responsabili dei soggetti deputati all'informazione ed alla comunicazione". Liuzzi si interroga: "Una domanda per tutte: nel campo dell'istruzione e della formazione della forza lavoro, ad esempio, chi sovrintende oggi all'analisi dei fabbisogni e delle tendenze occupazionali e di impresa, chi si interroga sull'incerto futuro dell'Ilva di Taranto, della scarsa tendenza a fare fronte comune fra artigiani e imprese, fra allevatori e trasformatori dei prodotti della terra?". Per sopperire a tali deficienze il parlamentare suggerisce "di coinvolgere, sempre a mo' d'esempio, i centri di ricerca economico-sociale che fanno capo a Confindustria Bari, Coldiretti, Confartigianato e Cia, il Politecnico e l'Università di Bari, la rete delle scuole, la Caritas diocesana e le associazioni di volontariato. Non avendo oggi a disposizione dati, numeri, dimensioni dei fenomeni in atto non potremo effettuare previsioni e provare a dare risposte, particolarmente ai giovani cittadini, provare a trattenerli, offrire loro alternative all'esodo forzoso".

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