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TARANTINI, MEDICI PUTIGNANESI INDAGATI

ospedale Aveva rapporti con dirigenti e medici putignanesi della ex Asl Bari 5 e forniva loro attrezzature ospedaliere.
Giampaolo Tarantini, il giovane rampollo finito nelle grinfie del pm Roberto Rossi, già nel 2003 era sotto le unghie affilate dei magistrati baresi. Ben 23 gli avvisi di conclusione delle indagini e l’accusa è di turbativa d’asta alla corruzione e associazione per delinquere.


Medici e dirigenti Asl avrebbero avuto rapporti "commerciali" con il Tarantini, barattati con regali e tangenti, escamotage grazie ai quali poter ottenere la garanzia di unicità e infungibilità dei prodotti per cure chirurgiche e ortopediche, evitando così la gara d’appalto.
Tra i favori, ci sono anche viaggi a Cuba. Il medico Bancale, per esempio ne ha ricevuto uno in dono. Il dottor Amatulli, al contrario avrebbe ricevuto una tangente da Claudio, fratello di Giampaolo Tarantini.

TATO GRECO PROMISE AL PUTIGNANESE PETRUZZI UN POSTO IN NAZIONALE DI CALCIO? - Raffaele Bancale primario a Putignano, Paolo dell’Aera primario a Monopoli e Antonio Amatulli, primario a Conversano sono i tre indagati.

Il putignanese Enzo Petruzzi, direttore sanitario, avrebbe invece controfirmato le richieste dei primari. A quest’ultimo, Tato Greco ex consigliere regionale nella giunta di Raffaele Fitto, forse gli aveva promesso un incarico come medico nella Nazionale di calcio.

Intanto, si fa insistente il nome di Salvatore Greco, nei recenti sviluppi sulle indagini che dovrebbero concludersi a fine agosto.
Per quanto riguarda Putignano, si sa che quando la Regione decise di riformare l’assetto delle Asl, le frequentazioni del giovane imprenditore, come ben sappiamo, presero altre strade.


ECCO LE INTERCETTAZIONI TELEFONICHE PUBBLICATE DAL QUOTIDIANO REPUBBLICA.
LA REPUBBLICA FA IL NOME DI ENZO PETRUZZI E DELL’ASL BA 5.
C'E' ANCHE LA CASA DIVINA PROVVIDENZA DI SAN GIOVANNI ROTONDO.

Dalle indagini emerge che Salvatore Greco da consigliere regionale incontrava i direttori generali delle Asl e presentava personalmente i preventivi della Gsh. Per esempio, l´allora direttore generale della Ausl Bari 2 si impegna per fargli avere un appuntamento con l´allora direttore dell´Area gestione patrimonio (oggi direttore amministrativo della Asl Bat), Felice De Pietro. Più volte organizzano incontri con il direttore generale del Polcilinico, Pompeo Traversi. Non solo: Tato si preoccupa, secondo i carabinieri, di contattare anche il direttore generale della Foggia 3, Michele Carretta, quello della Bari 4, Giovanni Pentassuglia, della Brindisi 1, Bruno Causo e poi il direttore sanitario della Bari 5, Vincenzo Petruzzi, quello della Taranto 1, Michele Petroli.

Il monsignore e la Casa divina provvidenza
Tarantini e Greco arrivano a San Giovanni Rotondo «ingraziandosi» il primario del reparto di Neurochirurgia della Casa divina provvidenza, Vincenzo D´Angelo. Ma non basta. E´ necessario che le richieste di spesa vengano controfirmate anche dai dirigenti amministrativi. «Greco - scrivono i carabinieri - si muove per trovare quello che definiscono "il referente migliore in assoluto", ovvero il Governatore dell´Ospedale, monsignor Giuseppe Ruotolo». Per questo Tato chiede e ottiene che intervenga suo zio, vescovo di Frascati, sua Eccellenza Giuseppe Matarrese.
T.: «Pronto, sono Salvatore, il nipote dell´Eccellenza. C´è?».
Suora: «Ehhh.... Un attimo, prego».
T.: «Grazie. Sua eccellenza... «.
Eccellenza: «La mi dica!».
T.: «Regione Puglia!! Ciao zio, che dici stai impegnato?»:
E.: «No!».
T.: «Eh, ti volevo ricordare se mi puoi prendere l´appuntamento con monsignor Ruotolo».
E.: «(...) Adesso lo chiamo, rimani al telefonino. (...) suona e non mi risponde. «.
L´appuntamento sarò poi preso e l´incontro a san Giovanni rotondo ci sarà come dimostrano alcune telefonate (Tato dirà a suo cugino: «Sto a San Giovanni Rotondo, per fare una preghiera per tutti»).

La discussione con Palese
È il 17 aprile del 2002. Tato chiama sua madre.
M.: «Tato, non ti fai sentire per niente, a mamma... «.
T.: «Mamma, mò sto da zio Amato. Oggi siamo andati da Rocco Palese con zio Michele e zio Amato (...) per parlare della clinica che tra cinque, sei giorni scade il termine.... Insomma zio Michele ha incontrato Marcello».
M.: «E che ha fatto?».
T.: «Ha iniziato a sbattere i pugni, ha iniziato a piangere, si è sentito male... Brutto è stato ma.... Poi se ne sono andati e gli ho detto: Rocco vedi che se un´altra volta assisto a una scena del genere o succede qualcosa alla mia famiglia, gli ho detto, tu non assisterai a uno scontro amministrativo con noi, ma fisico ho detto, ti vengo a prendere ovunque stai... «.
M.: «E lui che ha detto?».
T.: «"No, ma costa stai dicendo, ora vediamo, ora provvediamo subito, vediamo un po´ cosa". Io gli ho detto: "Rocco tu sappi che se succede qualcosa, io ti vengo a prendere da ovunque stai"».

La protesi fetente
Tarantini parla con il dottor Alessandro Canfora, primario ortopedico dell´ospedale di Barletta.
C.: «Ehi, Gianpaolo un minuto di orologio me lo puoi dedicare?».
T.: «Si, dimmi».
C.: «Allora, vabbè. Innazitutto abbiamo messo il ginocchio, ed è andato splendidamente bene. Poi vedi che forse devo vedere di nuovo se domani, siccome venerdì sono diventate due, allora dovrei fare un arto e un endo (...) Ecco, non mi puoi mandare lo stelo fetente, questa è la mamma dell´ingegnere ha 72 anni (...)».
T.: «No, quella fetente non te la mando domani, non ti mando proprio quella fetente».
C.: «No, non la mandare, perché oltretutto è la mamma dell´ingegnere del comune, sta male che facciamo una cacata».
Poi cambiano argomento.
C.: «A proposito, il direttore sta preparando i profili professionali nei quali c´è una discrezionalità della direzione. Si può parlare con qualcuno che gli fa il nome mio o no?».
T.: «Si va bene. Dopo che finisco a Molfetta vengo qua con questo qui, con il consigliere Greco».

Il caso Tedesco
Nelle intercettazioni spunta anche il nome di Alberto Tedesco, all´epoca consigliere regionale. Tra Greco e l´ex assessore regionale alla Salute c´è un buon rapporto. Come dimostra una conversazione del 3 febbraio del 2003.
Tedesco: «Senti Tato, ti volevo parlare, c´è una situazione che sta diventando sempre più incresciosa tra i Tarantini e i miei figli (...) E´ successo che si stanno comportando in maniera poco corretta. Nel senso che stanno rompendo le palle sui clienti, hanno fatto scherzetti vari con alcuni listini eccetera eccetera»:
T.: «E io cosa posso fare, dimmi».
Tedesco: «Gli dici che insomma, ci vediamo (...) stanno facendo muovere in maniera scomposta l´entourage di Mazzaracchio».
T.: «E Albè, io su quello non posso intercedere... ma con i Tarantini ho un rapporto di amicizia, non ho problemi».
Dopodichè Tato chiama Claudio Tarantini per raccontargli della telefonata appena avuta.
T.: «Claudio, io gli ho detto che ero impegnato».
C.: «Hai fatto bene a mandarlo a fare in c., (...) gli hai detto che non c´entri niente, che non ci conosciamo? (...) tu dovevi dire che tu... fai il Consigliere che cazzo ne sai tu».
T.: «Io gli ho detto se vuoi ci possiamo andare a mangiare una pizza come amici, mai io di lavoro non ne parlo con gli amici, se no poi si rovina l´amicizia».