Sabato 15 Agosto 2020
   
Text Size

COLADONATO: "AFRICA, ESPERIENZA DA RIFARE"

coladonato_africa I putignanesi Tonio Coladonato e Gianni Giotta della F.V.S. hanno fatto parte della troupe che ha girato il documentario “Voci dal Buio”, presentato con grande successo al Festival di Giffoni il 19 Luglio e proiettato nei Warner Village nei primi giorni di Agosto.

“Stiamo cercando, insieme al regista Carrisi di portare il documentario anche a Putignano – ha detto Tonio Coladonato – vedremo di organizzare una serata con una raccolta di fondi, con l'impegno di girarli direttamente in una banca africana collegata al centro salesiano Don Bosco di Goma. Inoltre, ritornerei a fare questa esperienza in Africa, realizzando un cortometraggio e un servizio fotografico vendendolo all’asta e donando tutto al centro Don Bosco, magari ci fosse uno sponsor che crede nell’amore di questo popolo io, lavorerei senza compenso”.

Il documentario del regista e giornalista Rai Giuseppe Carrisi è stato girato a Barra, periferia più disagiata di Napoli con i suoi 95 mila abitanti, e a Goma in Ruanda, il paese africano con il più alto numero di bambini soldato.

Il reportage racconta due realtà molto distanti e differenti, ma in comune la violazione dei diritti all'infanzia dei bambini.  Nella Repubblica Democratica del Congo ci sono i bambini soldati che sono sfruttati, abbandonati e schiavi in miniere, i bambini vittime della crudeltà degli adulti che soffrono la fame e le malattie, le bambine stuprate piccole di appena 7 anni fino a 19 e i bambini accusati di stregoneria che vengono bruciati vivi.

gruppo_troupe_africaTonio Coladonato ci dichiara: “Abbiamo visitato il centro salesiano Don Bosco, dove ci sono parecchi volontari italiani, bravi professionisti carichi di tanta buona volontà che fanno parte del VIS (Volontariato Internazionale per lo Sviluppo) questa comunità accoglie alcune migliaia di bambini che vengono curati, sfamati, e istruiti a non rimanere analfabeti come vogliono i governati di quelli stati”.

“Siamo stati in carcere a Goma che doveva contenere circa 200 detenuti mentre c’erano 900 persone, ma la cosa sconvolgente che vi era all’interno di tutto: bambini, donne con figlioletti, assassini, ladri e stupratori di minori. La cosa agghiacciante è quando il direttore del carcere chiama da parte il nostro regista Carrisi – continua Tonio - e gli chiede se all’indomani che saremmo tornati, potevamo portare da mangiare ai detenuti, loro non avevano cibo da quattro giorni, Carrisi e De Carolis hanno subito esaudito il volere del capo del carcere è hanno comprato 100 kg di fagioli, 100 kg di patate e altre tanto di riso, e il giorno dopo abbiamo consegnato tutto agli stessi detenuti e poi abbiamo iniziato le interviste ad appena tre detenuti, dopo ci hanno pregato di andar via con urgenza per paura che ci aggredissero, ma la beffa è stata quella che prima di mettere in moto il fuoristrada, Carrisi ha dato una mancia al direttore del carcere e tante piccole mazette alle guardie, che ci puntavano i fucili a dosso, qui abbiamo avuto veramente paura.”

Tonio cosa ti ha sorpreso di questa esperienza in Africa?

“Non immaginavo di trovarmi di fronte a tanta disperazione, povertà, violenza, fame, questi bambini hanno bisogno di affetto, non ti risparmiano un sorriso, amano essere accarezzati, presi in braccio, perché tanti sono orfani e mai nessuno li ha coccolati. La nostra presenza per loro è una festa – ci racconta Tonio –, ho pianto di nascosto forse per pudore o per vergogna, ma anche il giornalista Carrisi ha avuto momenti di sconforto e l’ho visto piangere in silenzio quando siamo andati via l’ultimo giorno dal Don Bosco, io per non farmi vedere ho girato la testa verso le montagne, distese di banano e ho pianto anch’io. Massimo De Carolis, il Produttore, l’ho visto più volte con gli occhi lucidi. La disperazione che abbiamo trovato in questa bella terra era tanta e che dire vedere di giocare tanti bambini con un pallone fatto di foglie di banano e correre a piedi nudi su un campo di pietre laviche taglienti e c’era anche un bambino che imitava Buffon, io e Carrisi abbiamo giocato con lui, era fantastico, parava tutti i rigori che gli tiravamo, ogni parata gridava, grande Buffon. Mi ha segnato tantissimo questa esperienza, non immaginavo che ci fossero persone capaci di amare come ai volontari del Don Bosco. Ognuno di noi dovrebbe provare questa esperienza per capire il senso della vita. A volte, vedo buttare tanto cibo specie ai pranzi nuziali, e penso a quei piccoli bimbi che mi tendevano le mani per avere qualcosa da mangiare e ti imploravano: musungu, musungu, (uomo bianco) dacci qualcosa. Che tristezza”.

coladonato_giotta_carrisiTonio ricorda le sere con il collega Gianni Giotta: “Al rientro ci rilassavamo sul letto e ci si ricordava a tutti quelli che avevano chiesto il nostro aiuto, è stato molto duro mandare giù tutto quello che abbiamo visto. Ringrazio per questa esperienza la F.V.S. di Putignano che ha creduto in me dandomi la fiducia per questo lavoro importante”.

Nel quartiere di Napoli ci sono i bambini della camorra, anche se non ugualmente visibili, che dettano legge in tutta la zona, sotto forma di bande, commettendo atti criminali come furti, rapine e spaccio di droga. “I bambini e ragazzi del carcere minorile di Nisida – ci rivela Tonio Coladonato - hanno dichiarato di guadagnare mille euro al giorno, quindi quando usciranno, non avranno alternativa, torneranno a fare la stessa vita per il loro modo di vivere”.

L’obiettivo del progetto è la sensibilizzazione dell’opinione pubblica mondiale nei confronti dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

Il documentario è stato realizzato, con il patrocinio della provincia di Pisa, dal giornalista Rai Giuseppe Carrisi, il produttore della Vidproduction Massimo De Carolis, originario di Mola, e gli operatori Gianni Giotta e Tonio Coladonato e la F.V.S. di Virginia Tavera di Putignano.

Visita http://picasaweb.google.it/redazioneputignanoweb/ 2009/coladonato_africa{/gallery}

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI