Mercoledì 17 Ottobre 2018
   
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Gli Amici dei DiverAbili festeggiano la mamma

ass diversabili. festa della mamma

Ricordata mamma Maria Campanella, recentemente scorparsa. I familiari hanno ritirato una targa a lei dedicata. Sono intervenuti in tanti i soci dell'Upte dove Maria era molto attiva e coltivava le sue passioni del canto e del teatro. Non a caso c'è stato il ricordo della prof.ssa Angela Fontana, presidente dell'Upte.

I ragazzi si sono esibiti in un saggio musicale a cura della prof.ssa Rossella Tinelli ed hanno espresso un loro pensiero sulla mamma.

E' intervenuto il presidente del consiglio Vito Valentini che ha portato il saluto dell'amministrazione.

In chiusura, dopo il tradizionale omaggio floreale alle mamme, è stato condiviso un momento conviviale.

 

L'intervento del presidente Giampiero Mastrangelo

In occasione della festa della mamma è bello fermarsi e parlare di questa figura importante. Molte storie si possono ricordare per festeggiare le mamme, diverse sono quelle fatte di sacrifici e anche di difficoltà.

Testimonianze che ci dicono che destreggiasi tra famiglia, casa e lavoro non è impossibile ma nello stesso tempo ci vuole tanta determinazione e tanto Amore.

L'Amore verso i figli e più in generale verso la vita oltre ogni limite e difficoltà è il fattore comune di tante storie.

Amore che sin da bambini ci fa sentire ricchi anche se materialmente non lo siamo e ci dà quella felicità che nessun oggetto ci potrà mai regalare e da grandi ci dà quel coraggio per realizzare i nostri sogni e quella serenità per fare delle scelte rare ai nostri tempi ma che ci fanno cogliere il vero senso della vita. Un amore senza limiti che ci conforta nei momenti tristi e ci dà la forza di affrontare le difficoltà quotidiane. Questa voglia di amare delle mamme è come una radice che malgrado la materialità dei nostri tempi comunque cresce è donata in modo naturale ai figli affinché questi ne facciano tesoro ed esempio di vita.

“La madre è un angelo che ci guarda che ci insegna ad amare!” - Victor HUGO.

 

Il pensiero dell'associazione dedicato a Maria letto da Francesco Intini

«La parola più bella sulle labbra del genere umano è “Madre”, e la più bella invocazione è “Madre mia”. È la fonte dell’amore, della misericordia, della comprensione, del perdono. Ogni cosa in natura parla della madre». Lo scrive Khalil Gibran, poeta, pittore e aforista libanese.

Lo scrittore e poeta italiano Erri De Luca, invece, scrive «Mi hai messo in bocca tutte le parole a cucchiaini, tranne una: mamma. Quella l’inventa il figlio sbattendo le due labbra».

È da queste due frasi celebri che quest’oggi vogliamo iniziare per festeggiare tutte le mamme del mondo ma in particolare una mamma che non c’è più: mamma Maria Campanella.

Maria: una donna dall’animo generoso, un’amica sincera pronta a regalare un sorriso, a scambiare qualche parola e, soprattutto, pronta a dare la sua collaborazione anche senza aspettare che qualcuno gliela chiedesse, senza mai aspettarsi un grazie, senza risparmiarsi. Ed è stato così fino all’ultimo istante.

Maria non conosceva la frase “non ho tempo”; si è sempre presa cura della famiglia, in primis del marito Vittoriano, e poi dei figli Giovanni con Teresa, Anna con Vitantonio, Alessandro; e che dire degli adorati nipoti per i quali è sempre stata una nonna presente ed attiva.

Ma oltre all’impegno della famiglia Maria era molto attiva nel sociale. Un componente essenziale dell’Upte dove, peraltro, coltivava le sue passioni: il teatro e il canto.

Maria come tutte le buone madri possedeva la dote di saper organizzare il tempo trovando lo spazio per tutti e per fare tutto, gestendo le diverse situazioni in maniera naturale senza farlo pesare agli altri.

Le mamme come Maria non possono essere che un esempio per tutti noi. Noi, che spesso “non abbiamo il tempo di fare le cose” o che, forse, crediamo di non averlo.

Fermiamoci un attimo a riflettere sul “tempo”. Il tempo è una risorsa che non va sprecata inutilmente e se impariamo ad ottimizzarlo troveremo il tempo per tutto e, soprattutto, potremo dedicare più tempo alle persone senza farci sfuggire le occasioni di aiutare gli altri, provare dei sentimenti ed emozionarci, vivere meglio e viverci a vicenda, perché tutto è possibile finché il Signore non ci chiama a se.

È questo l’augurio che, ricordando Maria, ci facciamo e vi facciamo: cogliamo ogni attimo per vivere. Carpe Diem!

 

Il ricordo della prof.ssa Angela Fontana, presidente dell'Upte

Non era una donna malinconica, Maria, e per questo non dobbiamo ricordarla nella tristezza, ma nei bei ricordi che ci ha lasciato.

Maria era facile al sorriso, pronta alla battuta, a cantare, a fare un giro di ballo. Come se, consapevole che presto ci avrebbe lasciato, volesse cogliere tutte le gioie, quelle piccole e pulite, che la vita ci offre.

Se, di ritorno dal Cilento, giovedì sera Maria fosse stata con noi, a voce piena avrebbe intonato “Piccolo fiore”, e tutti le saremmo andati dietro gioiosamente.

Non c’è nessuno nella nostra associazione che non l’abbia conosciuta e stimata, perché lei era ovunque e presente a tutto: non certo per protagonismo, sia chiaro, ma per fare “servizio” nel senso più bello e pieno del termine.

Chissà quanti voti avrebbe preso Maria questa volta, lei, meritatamente campionessa di preferenze, perché incarnava il modello perfetto del volontario: quello che non si tira mai indietro, quello che si dona, che non accampa scuse, ma fa tutto quello che può e anche qualcosa di più.

Se, in qualche modo che non conosciamo, Maria è tra noi e ci sta osservando, avrà di sicuro sul volto quel suo sorriso garbato e misurato, con cui ci piace ricordarla, e sarà felice di vederci qui riuniti con quello spirito di amicizia e condivisione che era la sua cifra più bella.

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