Sabato 16 Dicembre 2017
   
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Incendio a San Pietro Piturno

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San Pietro Piturno è da troppo tempo un quartiere abbandonato a se stesso. Quasi scisso dal resto della città, il rione si trova a confrontarsi quotidianamente con infiniti disagi e con la scarsa attenzione da parte dell'amministrazione, incapace o troppo lenta nell'adempiere agli interventi di manutenzione ordinaria.

La cartolina di benvenuto al quartiere putignanese è più che eloquente: viabilità impresentabile con strade zeppe di buche e contornate da erbacce lasciate crescere nell'assoluta indifferenza, circostanza che aumenta sensibilmente il rischio di incedi.

Ed è quello che si è verificato nella serata del 31 maggio, quando all'improvviso le fiamme hanno avvolto una porzione non indifferente di un suolo incolto. L'incendio è stato domato anche grazie a tutte le persone del quartiere che, in una sorta di catena umana, in attesa dell'arrivo dei Vigili del Fuoco si sono rimboccate le mani ed hanno spento il rogo con secchi d'acqua.

Stando alle testimonianze di chi quel quartiere lo vive ogni giorno, l'erbaccia aveva raggiunto altezze da primato, quasi due metri. "Era solo questione di tempo prima che tutto prendesse fuoco". "Non possono far arrivare l'erba a un metro e più di altezza è molto pericoloso, anche perché adesso abbiamo una struttura tendonata e se prende fuoco è la fine"-  commenta indignato uno dei residenti su Facebook.

 

Una "tragedia" evitabile

Vale la pena ricordare che annualmente, con l'inizio della stagione estiva, il primo cittadino emana una specifica ordinanza per la prevenzione degli incendi boschivi. Tra le varie prescrizioni vi è l'obbligo, esteso ugualmente a proprietari e conduttori “a qualsiasi titolo, di terreni incolti o a riposo e a pascolo”, di adoperarsi per bonificare, entro e non oltre il 15 giugno, i suoli dalle erbacce, creando adeguate fasce protettive (in genere di larghezza non inferiore ai quindici metri) lungo tutto il perimetro del fondo.

Ora, volendo supporre che quei campi siano proprietà di privati, il Comune non è di certo esonerato dal prendere rimedi. Ed ha ben due alternative tra cui optare: iniziare capillari sopralluoghi e multare i trasgressori, obbligandoli chiaramente a rispettare l'ordinanza; oppure bonificare i siti con proprie risorse per poi rivalersi sui proprietari.

San Pietro Piturno potrebbe rivelarsi solo la prima puntata dell'infausto spettacolo dei roghi estivi: molti sono i suoli incolti - di più o meno estese dimensioni - presenti a ridosso dell'abitato; per non parlare delle situazioni di incuria degli spazi verdi, solo recentemente oggetto di interventi di manutenzione ordinaria, attesi per troppo tempo.

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