Mercoledì 20 Novembre 2019
   
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Inchiesta sui prelievi a domicilio

prelievi

È stata aperta circa dieci giorni fa dalla Procura di Bari un'inchiesta sui prelievi di sangue a domicilio da parte degli infermieri del Policlinico di Bari. Tutto è cominciato lo scorso 11 marzo, quando il direttore generale Asl Vito Montanaro e quello sanitario Silvana Fornelli hanno scritto a tutti i direttori di distretto, dipartimento e degli ospedali, invitandoli a rispettare le norme vigenti e quelle dettate dai regolamenti interni.

Per questa ragione, sono molte le strutture che si sono adeguate. Già da qualche giorno, anche il Laboratorio Analisi del Santa Maria degli Angeli di Putignano accetta solo le provette depositate da infermieri professionisti dotati di regolare partita iva, non dipendenti Asl.

 

Quella delle prestazioni a domicilio "a nero", prestazioni che spesso prevedono anche flebo, prelievi, cateteri e medicazioni, è una piaga che va avanti da sempre, tanto che molti non sanno neanche che sia del tutto illegale. Eppure le norme in tema di prelievo parlano chiaro: i prelievi di sangue  devono essere fatti da infermieri professionali e regolarmente iscritti all'albo. Per quanto concerne il trasporto dal luogo del prelievo alla struttura sanitaria di analisi, questo deve  avvenire rispettando precise regole, tra le quali l'uso di contenitori impermeabili a tenuta stagna, l'adozione di rastrelliere per provette e di kit specifici per disinfezione in caso di eventuali rotture. Tutte precauzioni che, siamo certi, l'infermiere che abbiamo spesso in rubrica, non adotta. 

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