Mercoledì 20 Novembre 2019
   
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ARRESTATA LA MAMMA DELLA NEONATA ABBANDONATA E MORTA IN SPIAGGIA

Lidia in un post dell'ultimo sabato notte in discoteca

La notizia sta solleticando la pancia dell’indignazione popolare, non solo locale, ma anche nazionale. È stata individuata e arrestata la mamma della bimba neonata e sepolta viva sotto la sabbia di Cala Monaci a Monopoli, bambina ribattezzata Chiaraluna dagli agenti di polizia. La madre è rinchiusa nel carcere di Trani. Si chiama Lidia Rubino, estetista e pierre in discoteca, ha 23 anni e nel sabato notte del 25-26 marzo scorso pare fosse beatamente in discoteca a Monopoli che ballava e beveva. Sorridente, appare in un selfie, nonostante il dramma alle spalle, e quello vissuto nel suo ventre. L’ultimo scatto di felicità e spensieratezza lo ha condiviso sul suo profilo Facebook dove si fa chiamare Lidia Chica Linda, uno pseudonimo perché sui social parte della nostra vita è una finzione. Dietro quel bicchiere di cocktail e di sorriso si nasconde la vera Lidia, l’estetista che oggi tutto il popolo ha già condannato: “Sei una bestia!” – scrive un suo ‘amico’ Facebook. Comincia il processo popolare, in un’Italia che si fa sempre più populista e giustizialista, laddove sarebbe il caso di astenersi dai giudizi. Troppo inutile rumore, che non restituirà a questo mondo crudele e banale (la banalità del male) la piccola Chiaraluna. E non sazierà la sete di giustizia. 

Il suo messaggio qualche settimana prima del parto

 

I fatti.

Lidia ha partorito Chiaraluna il 15 febbraio scorso. Il corpo della piccola è stato nascosto sotto la sabbia, mista a ghiaia, nella notte del 15 e ritrovato l’indomani, il 16 febbraio, alle ore 15 circa, da alcuni turisti tedeschi che per caso passavano di lì in bicicletta lungo la pista ciclabile di Cala Monaci, una caletta poco illuminata e dove la notte molte coppiette si appartano per ritagliarsi un po’ di privacy, luogo ideale per passare inosservati.

L’autopsia eseguita dal dott. Francesco Introna ha stabilito che Chiaraluna era nata in piena salute e al termine della gravidanza, ed è morta anche a causa del freddo e dell'acqua di mare. È stata abbandonata pochissime ore dopo il parto. Nei prossimi giorni sarà pronto l’esito degli esami istologici per la conferma. Intanto, Lidia non era sola; è stata aiutata a partorire e poi ad abbandonare Chiaraluna tra gli scogli. E infatti, gli investigatori del Commissariato di Polizia di Monopoli stanno lavorando per individuare il complice.

 

“Non sapevo che fare!”

Queste sarebbero state le prime parole pronunciate da Lidia quando è stata sottoposta a interrogatorio di convalida dell’arresto, giovedì 30 marzo. Il giudice le ha convalidato l’arresto anche per timore che scappasse, rendendosi irreperibile. Forse fuggire era già nei suoi piani. 

La 23enne estetista residente a Castellana, molto conosciuta anche a Putignano dove ha molti amici, è stata sentita dagli inquirenti che stanno svolgendo le indagini della Polizia coordinate dal pm di Bari Giuseppe Dentamaro. Avrebbe confessato, senza spiegare i reali motivi di questo abbandono, e senza fornire altri indizi per rintracciare complici.

 

Le indagini anche a Putignano.

Le indagini della squadra di Dentamaro sono state minuziose e hanno interessato le farmacie di tutti i comuni del barese, comprese quelle di Putignano. Gli inquirenti hanno chiesto anche alle farmacie putignanesi e dell’hinterland la lista dei clienti che hanno acquistato antiemorragici nelle ore in cui ha partorito e in quelle successive. Hanno consultato anche gli studi medici e i consultori, con sopralluoghi anche all’ospedale di Putignano.

Foto pubblicate su Fb nel giorno del parto e della morte della piccola Chiaraluna

Poi è arrivata una telefonata anonima che ha portato gli inquirenti a tracciare un identikit più approfondito e a stringere il cerchio, tanto che già alcuni giorni fa si parlava di una ragazza sospetta di Castellana.

 

Gli indizi.

Ecco le tracce che hanno dato un volto all’identikit: Lidia nei giorni successivi al parto aveva avuto la febbre e ha acquistato medicinali per contrastare l’emorragia. Ancora: negli ultimi mesi aveva ridotto drasticamente la sua seconda attività di pierre in discoteca (in realtà era più una passione). Chissà, forse voleva nascondere la gravidanza? Se così fosse, sarebbe un gesto premeditato che i giudici valuteranno in seguito, nel corso del processo.

Della vita di Lidia, oltre alla sua vena narcisistica che affiora in quegli scatti, e alle sue notti in discoteca, sappiamo che proviene da una famiglia tranquilla. Conosciuta a Castellana e Putignano, dove ha molti amici, sappiamo che la mamma è di origini albanesi e il papà italiano. Ha una sorella più piccola, molto legata a lei. 

 

Possibile che nessuno si sia accorto di nulla?

In queste ore molti si domandano come sia stato possibile che nessuno dei suoi amici e parenti abbia chiesto di sua figlia, e parliamo di un periodo lungo dopo la fine della gravidanza, compreso dal 15 febbraio a oggi, un mese e mezzo! In questo lungo tempo possibile che nessuno avesse sospettato vedendola sgonfia e senza in braccio un bambino?

Lidia tra l’altro non risparmia foto e dettagli sul suo profilo Facebook anche durante la gravidanza, scatti in cui appare decisamente più paffuta. Selfie, foto patinate e dettagli di unghie glitterate; Lidia ci teneva alla cura dell’estetica.

Sul suo Facebook non ci sono messaggi sospetti. Ma oltre alle solite foto dai locali, ci sono messaggi che ora, alla luce dei fatti, sono diventati alimento per l’indignazione di chi facilmente sale sul pulpito della gogna: “La felicità più grande non sta nel non cadere mai, ma nel risollevarsi sempre dopo ogni caduta" - è un suo messaggio del 23 gennaio, quasi a fine gestazione, quando da un momento all’altro sarebbe nata la piccola. Il 26 marzo, un mese e mezzo dopo la morte di Chiaraluna, quando tutti i giornali si domandavano chi fosse la madre e i sospetti erano concentrati su Castellana con tanto di articoli sui giornali, la ragazza pubblicava l’ultima immagine in cui appare felice e spensierata.

 

Nel giorno del parto/morte, pubblicava foto di unghie dorate.

I complici (o il complice) potrebbero nascondersi in quelle pagine Facebook passate al setaccio. O in quei messaggi potrebbero nascondersi indizi. È quasi certo che non ha partorito in casa. Nonostante il dramma, Lidia continuava a pubblicare foto di unghie glitterate. Ancora più agghiacciante risulta ora il messaggio pubblicato il 15 febbraio, giorno in cui ha dato alla luce (e subito dopo alla morte), la piccola Chiaraluna. Alle ore 20:30 di quel freddo mercoledì, probabilmente poco dopo aver partorito e abbandonato sua figlia, ha pubblicato su Facebook due foto di unghie rosa e brillantate, su mani adornate di bracciali a farfalle. Un lavoro eseguito perfettamente e ostentato agli amici. Le foto sono state intitolate con queste parole: “My works and my passion” (i miei lavori e la mia passione), facendo seguire alle parole, un piccolo cuoricino rosso…. quello che nel frattempo smetteva di battere nel petto della piccola Chiaraluna.

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