Domenica 15 Settembre 2019
   
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Rubati i tubi dell’impianto d’irrigazione dall’orto scolastico della scuola “Di Mizio”

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Sembrerebbe, come si dice, una fake news, ma talmente paradossale da risultare scopertamente falsa. E invece è proprio vero! Nei giorni scorsi qualcuno ha trafugato i tubi dell’impianto di irrigazione dall’orto didattico dei bambini della Scuola Primaria “Di Mizio”. A tanto siamo arrivati!

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L’orto scolastico è diventato un bell’esempio di “progetto di comunità”, in cui innanzitutto i bambini, e poi, il Dirigente Scolastico, gli insegnanti, gli amici della “Biottega”, tanti genitori, nonni e nonne si sono prodigati per sostenerlo; molti di essi incontrandosi periodicamente, tutti insieme, per le piantumazioni, le lavorazioni, le raccolte. Un bell’esempio di condivisione, di apprendimento inter-generazionale, di cura di un bene comune.

Un bell’esempio di comunità che assume in proprio la cura di uno spazio pubblico, che fa dono di un po’ del proprio tempo e della propria attenzione e che vuole trasmettere ai bambini il sentimento e il valore del rispetto per l’ambiente, per le risorse naturali, per i beni comuni, il valore del rispetto tout-court.

E poi avvengono queste cose… Che brutto! Ma come si può arrivare a compiere azioni come questa? A essere talmente abbrutiti dal proprio egoismo predatorio da non riuscire a frenare la propria ottusa avidità neanche dinanzi a un bene dei bambini? Quando i bambini hanno saputo dell’accaduto hanno alternato espressioni di sorpresa, di sconforto, di impotenza, e soprattutto di indignazione. Alcuni sono venuti fuori con delle improbabili minacce: “Restituiteci subito i tubi, altrimenti guai a voi!”, e qualcun altro a rinforzo, “Se non ce li restituite ve la vedrete con me!”. Ma dopo, una bambina ha argomentato: “Forse chi li ha presi ne aveva bisogno…”, e un altro, “Sì, ma allora potevano chiedercelo”.

Ecco un percorso verso la civilizzazione: non più minacce o desiderio di “vendetta”, ma voglia di capire e al limite di aiutare. Ecco: tu che ti sei appropriato di un bene dei bambini, la prossima volta chiedi, chissà che non ti venga dato. Ma per questo ci vuole più coraggio…

 

Il maestro Giuseppe Polignano (referente del progetto “Coltivare la terra per coltivare pensieri”) e gli alunni della Scuola Primaria “Di Mizio”

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