Sabato 25 Novembre 2017
   
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Papà, io voglio solo giocare a calcio...

calcio bambino

Un "illuminante" dialogo, concernente la alquanto contraddittoria visione del gioco del calcio, tra un ragazzino ed il suo onnipresente genitore...
Ogni riferimento a fatti realmente accaduti è puramente casuale.

 

-"Papà, oggi alla partita non mi sono divertito affatto. Se questo vuol dire andare a scuola calcio, meglio continuare a suonare il pianoforte".

- "Lo capisco figlio, avete perso e non è affatto bello".

- "No papà, non c'entra niente la sconfitta".

- "E allora sicuramente sarà perché i compagni non ti passano mai la palla, io ho cercato anche di dirlo al mister ma non mi ascoltava".

- "No papà, non è questo il motivo".

- "Cos'è successo, è per via dell'arbitraggio? Purtroppo la colpa è di chi ce li manda questi arbitri incompetenti".

- "Papà, il fatto è che..."

- "Poi ci si mette pure il mister che ti fa giocare da terzino, possibile che non capisce che tu devi fare l'attaccante?"

- "Papà basta! Non sono triste perché abbiamo perso; a me non importa, quando gioco lo faccio sempre per vincere ma ciò che conta per me è correre e divertirmi insieme ai miei compagni. Non mi interessa dell'arbitro, ha solo qualche anno più di me e come me può sbagliare. Non fa nulla se gioco da terzino papà, le scelte del mister vanno rispettate. E se i miei compagni non mi passano la palla non è un problema, neanche io la passo perché quando ce l'ho mi piace provare a scartare l'avversario".

- "E allora figlio, cos'è che ti rende così triste?"

- "E' il tuo atteggiamento papà. Le tue urla, i tuoi consigli. Quando hai detto quella parolaccia all'arbitro mi sono davvero vergognato. Poi ti sei messo a litigare con un genitore dell'altra squadra, per non parlare di quando hai iniziato ad urlare al mister di farmi giocare in attacco".

- "Figlio, ma io lo faccio perché voglio che vinciate cosicché tu sia felice".

- "Papà, non ho bisogno di vincere per essere felice. Mi basta correre dietro al pallone insieme ai miei amici. Papà, la prossima volta, per favore, divertiti insieme a me. Non urlare, non gridare e lascia stare il mister, l'arbitro e gli avversari. Guarda la partita e lasciami giocare papà. Perché, io, non desidero nient'altro che giocare".

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